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Parco Nazionale Sila

Orari d'Apertura

Estivo

da mar a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a feb
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da €

Contatti

Via Nazionale 87055, Lorica di San Giovanni in Fiore (CS)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Nazionale Sila

Immerso nel cuore verde della Calabria, il Parco Nazionale della Sila si estende per oltre 73.000 ettari e rappresenta il polmone boschivo più grande della penisola, abbracciando le tre province di Cosenza, Catanzaro e Crotone. Con la sua inconfondibile forma allungata da nord a sud, l’altopiano silano sorprende i visitatori con paesaggi mozzafiato che ricordano le grandi foreste del nord Europa, o addirittura i parchi canadesi, pur trovandosi al centro del Mar Mediterraneo. Dolci colline ammantate di conifere si alternano a grandi praterie, vallate solcate da fiumi cristallini e pittoreschi laghi artificiali perfettamente integrati nel paesaggio.

Il Parco è la meta d’eccellenza per famiglie, escursionisti, amanti dello sci invernale e della quiete assoluta. Grazie alla fitta e ben tenuta rete di sentieri, ai moderni Centri Visita (come il “Cupone” sul Lago Cecita o l’A. Garcea in località Monaco) completi di musei interattivi, orti botanici e aree faunistiche, la Sila si rivela un laboratorio a cielo aperto perfetto per l’educazione ambientale e per entusiasmare i bambini. L’aria frizzante e purissima, considerata scientificamente tra le migliori d’Europa, rende ogni passeggiata rigenerante.

Ciò che colpisce maggiormente è la percentuale di superficie boscata: circa l’80% dell’intero parco è coperto da foreste imponenti. Questa immensa copertura arborea ospita una biodiversità eccezionale, riconosciuta dall’UNESCO che ha inserito la Sila nell’elenco delle Riserve della Biosfera MAB. Visitarla significa camminare nel silenzio rotto solo dal fruscio del vento tra gli aghi dei pini e scorgere, con un po’ di fortuna, le orme della fiera e selvaggia fauna appenninica.

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Parco Nazionale della Sila: la fauna e flora del parco

La Sila rappresenta un fondamentale “ponte” ecologico tra il nord e il sud del Mediterraneo, caratterizzato da un forte endemismo. La fauna è la vera anima dei boschi. Il predatore simbolo, il lupo appenninico, un tempo decimato, oggi prolifera protetto in queste vaste aree. A condividere l’habitat silano vi sono nutrite popolazioni di ungulati, grandi rapaci diurni e notturni, nonché una considerevole diversità di picchi (ben sei specie diverse) che nidificano nei vecchi tronchi scavati. I numerosi specchi d’acqua e torbiere del parco accolgono inoltra una preziosissima e studiata popolazione di anfibi.

La flora silana è altrettanto iconica e maestosa. La morfologia geologica, ricca di substrati granitici e suoli acidi e sabbiosi, unita alle consistenti precipitazioni nevose invernali, ha creato l’habitat perfetto per l’evoluzione del re incontrastato dell’altopiano: il maestoso Pino laricio silano. Questo albero colossale domina la fascia altimetrica centrale e forma pinete ombrose e profumatissime, che alle quote più basse cedono il passo a castagni secolari, mentre nei fondovalle più umidi e sui versanti settentrionali lasciano spazio a freschissime e dense faggete.

Il delicato ma vitale equilibrio tra l’antico lavoro silvicolturale umano e il rispetto dei ritmi della natura ha modellato queste montagne, rendendole non solo una riserva inestimabile di biodiversità ma anche un patrimonio storico ed estetico, mirabilmente rappresentato dalla secolare Riserva Biogenetica dei Giganti della Sila.

Gli animali del parco

  • Scoiattolo nero meridionale (Sciurus meridionalis): Una vera celebrità e specie endemica (esclusiva) dell’Appennino calabro-lucano. Molto più scuro dello scoiattolo rosso europeo, presenta un mantello nero brillante con addome bianco; è abilissimo nell’arrampicarsi e diffusissimo in tutte le pinete silane.
  • Lupo appenninico: Emblema e orgoglio del Parco Nazionale della Sila, dove è sopravvissuto storicamente anche durante i periodi di massima persecuzione umana. Questo fiero carnivoro è schivo e vitale per la regolazione delle popolazioni di prede nell’ecosistema.
  • Picchio nero: Il più grande dei picchi europei, facilmente riconoscibile per il piumaggio corvino e la fiamma rossa sulla testa dei maschi. È una specie “ombrello” che costruisce i nidi perforando i grandi faggi; i buchi abbandonati divengono poi rifugio per gufi, ghiri e altri piccoli abitanti della foresta.
  • Daino e Cervo: Questi aggraziati e fieri ungulati, sebbene in parte reintrodotti nel Novecento, popolano oggi stabilmente i fitti boschi e le praterie silane. Nei Centri Visita (come al Cupone) esistono aree faunistiche protette in cui è possibile osservarli facilmente da vicino.
  • Lontra: Questo rarissimo e formidabile mammifero semiacquatico è recentemente tornato a popolare i fiumi più incontaminati e ricchi di pesce dell’altopiano calabrese, a testimonianza dell’eccellente qualità delle acque del parco.
  • Gatto selvatico: Affascinante e introvabile predatore notturno dalla coda tozza e anellata di nero. Vive in solitudine cacciando piccoli roditori nel profondo delle foreste impenetrabili della Sila Grande.
  • Poiana: Uno dei rapaci diurni più comuni dell’altopiano. Ama volteggiare in ampi cerchi sfruttando le correnti termiche sopra le vallate e i pascoli, scrutando il suolo a caccia di rettili e piccoli mammiferi.
  • Salamandrina dagli occhiali: Piccolo ed elusivo anfibio endemico dell’Appennino meridionale. Frequenta i ruscelli montani più puliti e il sottobosco umido; è celebre per la curiosa macchia chiara sulla testa e per la colorazione rossastra del ventre che mostra per spaventare i predatori.

Le piante del Parco Nazionale della Sila

La copertura vegetale del Parco Nazionale della Sila rappresenta un vero miracolo della natura, considerando le latitudini mediterranee in cui si trova. Passeggiando per la Sila, ci si sente trasportati nelle taighe del Nord grazie all’incredibile adattamento termico di queste essenze millenarie.

  • Pino laricio silano (Pinus nigra laricio): È il re assoluto e indiscusso del parco. Albero rustico, frugale, dalla chioma verde scuro e dalla caratteristica corteccia a grandi placche. Nella Riserva dei Giganti della Sila, i vecchi esemplari piantati nel Seicento hanno raggiunto dimensioni ciclopiche, superando i 40 metri di altezza.
  • Faggio: Assieme al pino laricio, costituisce la struttura portante dei boschi silani. Predilige le valli fresche e i versanti esposti a nord, creando enormi faggete pure o miste a conifere che in autunno esplodono in uno straordinario spettacolo cromatico dorato (foliage).
  • Abete bianco: Conifera elegante e solenne che si mescola spesso alle faggete alle quote più elevate, in particolare nella zona della Sila Piccola. Contribuisce a mantenere il suolo fresco e ospita un ricchissimo sottobosco di funghi (tra cui i celebri e pregiati porcini silani).
  • Castagno: Un tempo coltivato intensivamente e oggi spesso rinselvatichito, domina le fasce pedemontane del parco. I grandi castagneti, oltre a produrre legname, regalano ogni anno un eccezionale raccolto di frutti.
  • Agrifoglio (Ilex aquifolium): Spesso presente come arbusto nel sottobosco delle faggete silane. Le sue inconfondibili foglie pungenti e le brillanti bacche rosse spiccano durante l’inverno in mezzo al candore della neve.
  • Acero montano: Un magnifico albero a latifoglie che si insedia ai margini dei boschi e delle radure. Essenziale per diversificare la pineta, in autunno le sue grandi foglie assumono tonalità spettacolari che variano dal giallo intenso al rossastro.

Parco Nazionale della Sila: la storia sulle origini del parco

L’iter per la protezione dello straordinario altopiano silano fu uno dei più travagliati e dibattuti della storia conservazionistica italiana. Già nel lontano 1923 si parlava di proteggere questi monumentali boschi, e una prima limitata area venne istituita come Parco Nazionale della Calabria nel 1968, gestita dall’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali. Tuttavia, questa prima forma di protezione era frammentata e ritenuta insufficiente per gestire un ecosistema tanto vasto.

L’impulso decisivo avvenne anni dopo: la Legge n. 344 del 1997 sancì formalmente l’istituzione vera e propria del Parco Nazionale della Sila. Seguirono tuttavia anni di complessi negoziati e forti contrasti burocratici tra le province (Cosenza, Catanzaro e Crotone) e i numerosi comuni coinvolti per delineare con esattezza le perimetrazioni e i regolamenti.

Finalmente, il 14 novembre del 2002, il Presidente della Repubblica firmò il Decreto definitivo che diede al Parco Nazionale della Sila una sua specifica struttura gestionale ed amministrativa, inglobando i preesistenti territori protetti. Da quel momento il Parco, partendo dai capisaldi dei suoi magnifici Centri Visita, ha saputo rilanciare con straordinario successo il territorio, coniugando un severo e attento controllo forestale alla promozione mondiale dell’agriturismo, dell’enogastronomia e degli sport montani sostenibili in terra di Calabria.

Come si arriva al Parco Nazionale della Sila

Viaggiando in auto:
Arrivare in auto è senza dubbio l’opzione più comoda per esplorare in libertà gli altopiani silani. L’asse viario di scorrimento principale è l’autostrada A2 “Autostrada del Mediterraneo”. L’uscita di riferimento più rapida è quella di Cosenza (o Cosenza Nord – Rende). Usciti dall’autostrada, bisogna immettersi direttamente sulla SS107 “Silana-Crotonese”; in circa mezz’ora di salita panoramica si raggiungono le località principali della Sila Grande come Camigliatello Silano e, deviando successivamente, l’area di Lorica e del Lago Arvo. Per la zona sud della Sila Piccola si consiglia l’uscita autostradale di Altilia-Grimaldi o Rogliano.

Viaggiando in treno:
Raggiungere il Parco Nazionale della Sila utilizzando esclusivamente il trasporto pubblico richiede organizzazione, poiché non vi sono collegamenti diretti in alta montagna con i treni nazionali. Le stazioni ferroviarie nevralgiche più vicine sono Cosenza, Paola (sulla linea tirrenica) o l’hub di Lamezia Terme. Arrivati alla stazione di Cosenza, è necessario affidarsi agli autobus di linea extraurbana (Autolinee Ferrovie della Calabria) che quotidianamente collegano il capoluogo di provincia con Camigliatello Silano e San Giovanni in Fiore. (Durante i fine settimana e in estate, in loco, è un’esperienza fantastica salire sul pittoresco “Treno della Sila” a vapore, che offre corse turistiche da Moccone a San Nicola Silvana Mansio).

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