Parco Nazionale Circeo
Descrizione Parco Nazionale Circeo
Situato lungo la splendida costa laziale, tra le città di Sabaudia e San Felice Circeo, il Parco Nazionale Circeo è uno dei parchi storici italiani e rappresenta un mosaico paesaggistico unico e irripetibile. A differenza di molti altri parchi nazionali montani, il Circeo tutela un ambiente costiero e di pianura di straordinaria varietà, racchiudendo in un territorio relativamente contenuto ben cinque ecosistemi fondamentali: la Foresta, il Promontorio, la Duna costiera, i Laghi salmastri e la selvaggia Isola di Zannone.
Questa oasi di natura incontaminata è una meta d’elezione per famiglie, ciclisti, amanti del mare e appassionati di birdwatching. Il litorale offre spiagge di sabbia fine lambite da acque cristalline, alle cui spalle si innalza un imponente e selvaggio cordone dunale. L’entroterra, invece, accoglie il visitatore nel verde fitto e ombroso della Selva di Circe, una foresta pianeggiante unica in Italia che può essere esplorata in totale sicurezza e relax lungo una fitta rete di sentieri ciclabili e pedonali pianeggianti.
L’atmosfera del Parco è dominata dall’imponente e mitologica sagoma del Monte Circeo, che la leggenda vuole essere stata la dimora della Maga Circe narrata nell’Odissea. Questo massiccio calcareo a picco sul mare è un paradiso per gli escursionisti, le cui pareti rocciose, crivellate di antiche grotte marine preistoriche un tempo abitate dall’Uomo di Neanderthal, si tuffano direttamente nel blu del Tirreno, offrendo scorci panoramici mozzafiato che spaziano dal mare fino ai vicini laghi costieri.
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Parco Nazionale Circeo: la fauna e flora del parco
L’incredibile eterogeneità di ambienti che compone il Parco Nazionale Circeo si traduce in una biodiversità tra le più ricche e concentrate del paese. La fascia costiera formata dai quattro laghi retrodunali (Sabaudia, Caprolace, Monaci e Fogliano) costituisce una zona umida di importanza internazionale tutelata dalla Convenzione di Ramsar; questo sistema di acque tranquille, separato dal mare aperto da esili strisce di sabbia, rappresenta un hub fondamentale lungo le rotte migratorie di innumerevoli specie di uccelli acquatici tra l’Europa e l’Africa.
Addentrandosi nell’ombra della foresta demaniale, la fauna si fa schiva e tipicamente continentale. Tra le intricate fronde di latifoglie e le zone allagate (le cosiddette “piscine”), proliferano rettili, anfibi e una cospicua popolazione di grandi e piccoli mammiferi. Il promontorio calcareo e la remota Isola di Zannone, invece, ospitano specie resistenti alle rocce assolate e colonie di uccelli pelagici che nidificano indisturbati sulle ripide scogliere battute dal vento.
La flora del Parco è un vero e proprio compendio botanico. Sulla duna, le specie pioniere hanno sviluppato incredibili adattamenti per stabilizzare la sabbia contro l’erosione marina e resistere alla forte aridità estiva. Subito dietro, il regno incontrastato è la folta macchia mediterranea che ricopre il massiccio del Circeo con i suoi profumi resinosi. La Selva, al contrario, mantiene un aspetto planiziale arcaico dominato da immense querce e un sottobosco fitto e intricato.
Gli animali del parco
- Cinghiale: Il dominatore assoluto della foresta piana e del folto sottobosco. È facile incontrare i segni del suo passaggio, come il terreno grufolato alla ricerca di tuberi, ghiande e radici di cui è ghiotto.
- Daino: Un cervide di straordinaria eleganza, introdotto in passato per scopi venatori e oggi perfettamente integrato nel bosco. Il suo inconfondibile mantello maculato lo rende uno degli avvistamenti più apprezzati ed emozionanti dai bambini durante le passeggiate.
- Muflone: Ungulato fiero e rustico, introdotto con estremo successo decenni fa sulla selvaggia Isola di Zannone. Oggi si aggira in greggi tra i lecci e i pendii scoscesi dell’isola disabitata.
- Fenicottero rosa: Elegante uccello acquatico divenuto un ospite fisso dei laghi costieri salmastri. Filtra il fango del fondale con il suo becco specializzato per catturare piccoli crostacei, che gli conferiscono la caratteristica e suggestiva colorazione rosata.
- Volpe: Agile, opportunista e maestra nel mimetizzarsi. Si adatta a perlustrare ogni ambiente del parco, dalla foresta fin sopra le dune sabbiose, cacciando conigli, topi e piccoli invertebrati soprattutto nelle ore crepuscolari.
- Testuggine d’acqua (Emys orbicularis): Un piccolo e schivo rettile che abita le pozze d’acqua stagnante (“piscine”) e i canali della Selva. Nelle giornate soleggiate è possibile vederla mentre si crogiola al sole su tronchi semiaffondati.
- Cavaliere d’Italia: Un meraviglioso uccello trampoliere dal corpo bianco, ali nere e lunghissime e sottili zampe rosso acceso. Nidifica nelle zone acquitrinose (“pantani”) offrendo uno spettacolo unico per chi fa birdwatching.
- Falco pellegrino: Il superbo e velocissimo rapace che ha scelto le ripide e assolate falesie rocciose del promontorio del Circeo per nidificare e da cui lanciarsi in incredibili picchiate a caccia di altre prede volanti.
Le piante del Parco Nazionale Circeo
L’esplorazione botanica del parco è un viaggio continuo attraverso atmosfere e colori molto diversi tra loro, dalla solennità della foresta fino all’aridità affascinante delle spiagge. La conservazione di questo mosaico è la ragione d’essere del parco stesso, in quanto custodisce rarità e fragili ecosistemi che altrove in Italia sono quasi completamente scomparsi.
- Farnia: Una quercia monumentale e possente che predilige i terreni freschi e umidi. È l’albero simbolo della foresta planiziale (Selva di Circe), capace di creare, assieme ai cerri, una cupola verde che mantiene in ombra e umido l’ambiente sottostante.
- Giglio di mare (Pancratium maritimum): Un fiore meraviglioso che sboccia direttamente dalla sabbia calda della duna in piena estate. I suoi vistosi fiori bianchi dal profumo inebriante riescono a resistere a temperature e condizioni di aridità altrimenti proibitive.
- Ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus): È considerato il re delle dune sabbiose. Con il suo esteso e robusto apparato radicale agisce come un vero e proprio “architetto”, consolidando la sabbia mossa dal vento e difendendo la costa dall’erosione del mare.
- Sughera: Una caratteristica quercia sempreverde tipica dei climi caldi. Il suo tronco è protetto da una spessa e morbida corteccia spugnosa (il sughero) che la difende naturalmente dagli incendi e dalla siccità estiva, molto presente lungo i pendii meno freschi del bosco.
- Corbezzolo: Bellissimo e diffuso arbusto della macchia mediterranea che prospera sul promontorio del Circeo e a Zannone. Offre uno spettacolo cromatico unico in autunno, producendo contemporaneamente foglie verdi, piccoli fiori bianchi a campanella e frutti tondeggianti rossi.
- Fico degli Ottentotti (Carpobrotus edulis): Una tenace pianta grassa esotica e strisciante introdotta in passato sulle dune. Produce fiori color fucsia o giallo accesi e carnose foglie a sezione triangolare in grado di immagazzinare grandi quantità di acqua.
Gallery Parco Nazionale Circeo
Parco Nazionale Circeo: la storia sulle origini del parco
L’istituzione del Parco Nazionale Circeo è una storia di salvataggio eccezionale, profondamente intrecciata con uno degli eventi ingegneristici più grandiosi della storia italiana del Novecento: la Bonifica Integrale delle Paludi Pontine. Fino agli anni ’30, questa vasta zona del Lazio era un regno umido, inospitale e malarico, costituito da fitte foreste impaludate e acquitrini impenetrabili che l’uomo aveva cercato invano di prosciugare fin dall’epoca romana e pontificia.
A partire dal 1928, il governo fascista avviò un colossale progetto di bonifica fondiaria: potenti idrovore asciugarono la terra, i boschi millenari furono abbattuti senza pietà per far posto all’agricoltura e in pochissimi anni sorsero le nuove “città di fondazione” come Littoria (oggi Latina) e Sabaudia (1933). La leggendaria Selva di Terracina, una delle ultime e più maestose foreste primigenie di pianura d’Europa, fu quasi completamente rasa al suolo.
Di fronte al rischio di una totale distruzione di quel patrimonio millenario, un gruppo di scienziati e forestali dell’epoca propose di risparmiarne un piccolo ma preziosissimo lembo. Accogliendo l’appello per tutelare questi ultimi residui di natura pontina, nel 1934 venne istituito ufficialmente il Parco Nazionale Circeo. Nato come un parco atipico, “piccolo e di pianura”, nel corso dei decenni si è espanso inglobando la duna, i laghi costieri e l’Isola di Zannone (1979), ergendosi a baluardo internazionale di biodiversità e memoria storica e proteggendo ciò che resta dell’antica palude.
Come si arriva al Parco Nazionale Circeo
Viaggiando in auto:
Raggiungere il cuore del Parco Nazionale Circeo (che fa capo alle cittadine di Sabaudia e San Felice Circeo) in auto è il modo più rapido e comodo, essendo a meno di 100 km a sud di Roma. Chi viaggia in automobile da nord (Roma) o da sud (Napoli) deve percorrere la Strada Statale 148 Pontina (SS 148). Per recarsi al Centro Visitatori, basterà prendere lo svincolo e le evidenti indicazioni per Sabaudia, giungendo direttamente in città dove sono a disposizione numerosi parcheggi nei pressi della sede direzionale in Via Carlo Alberto. In alternativa si può percorrere la celebre e scenografica Via Appia (SS 7) svoltando in direzione della costa.
Viaggiando in treno:
Pur non disponendo di stazioni ferroviarie nei centri cittadini di Sabaudia o San Felice Circeo, il parco è raggiungibile combinando treno e mezzi su gomma. Chi viaggia sulla linea ferroviaria regionale Roma-Napoli (via Formia) dovrà scendere obbligatoriamente alla stazione di “Priverno-Fossanova”, la fermata nevralgica di riferimento per tutta la zona costiera. Una volta scesi alla stazione, nel grande piazzale antistante sono sempre in coincidenza i bus regionali di linea (gestiti dalla compagnia COTRAL), che in circa 20/30 minuti di viaggio conducono i turisti direttamente nei centri di Sabaudia o di San Felice Circeo.