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Parco Nazionale Alta Murgia

Orari d'Apertura

Estivo

da mar a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a feb
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da €

Contatti

Via Firenze 10 70024, Gravina in Puglia (BA)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Nazionale Alta Murgia

Situato nel cuore della Puglia, a cavallo tra le province di Bari e Barletta-Andria-Trani, il Parco Nazionale Alta Murgia è uno degli ecosistemi steppici più vasti e affascinanti d’Italia e del Mediterraneo. Con un’estensione di oltre 68.000 ettari, questo immenso altopiano calcareo è caratterizzato da paesaggi brulli, doline carsiche (come il famoso Pulo di Altamura), inghiottitoi e immense praterie rocciose, elementi che nel settembre del 2024 gli hanno fatto guadagnare il prestigioso titolo di Geoparco Mondiale UNESCO.

Il parco è una meta ideale per famiglie, amanti del trekking, cicloturisti e appassionati di natura selvaggia e preistoria. Le dolci pendenze del paesaggio lo rendono perfetto per lunghe e rilassanti camminate a piedi o in e-bike alla scoperta delle antiche masserie in pietra a secco (gli “jazzi”) e delle tracce lasciate dai dinosauri milioni di anni fa. Lo spazio sconfinato e l’assenza di traffico urbano offrono un senso di libertà unico, permettendo ai bambini di correre all’aria aperta respirando profumi mediterranei incontaminati.

Ogni anno, l’afflusso di visitatori è garantito non solo dalla straordinaria natura, ma anche dai gioielli storici incastonati in questo territorio, primo fra tutti l’iconico Castel del Monte, l’enigmatico maniero ottagonale di Federico II. L’atmosfera che si respira nel Parco Nazionale Alta Murgia muta profondamente con le stagioni: dall’esplosione di colori primaverili delle fioriture spontanee ai toni caldi e dorati dei pascoli estivi, creando un paesaggio mistico e silenzioso.

Parco Nazionale Alta Murgia: la fauna e flora del parco

Il Parco Nazionale Alta Murgia è organizzato attorno a un vasto mosaico di ambienti naturali che alternano praterie rocciose, campi coltivati tradizionalmente, boscaglie di latifoglie e profonde gravine. Questa varietà morfologica crea nicchie ecologiche preziose per la sopravvivenza di innumerevoli specie.

Nonostante l’apparente aridità del paesaggio carsico, la fauna che abita l’altopiano è sorprendentemente ricca. Si tratta di animali perfettamente adattati agli spazi aperti e alla scarsità d’acqua in superficie. Il parco è famoso a livello internazionale per la sua avifauna, in particolare per i rapaci che nidificano tra i ruderi e nei centri storici limitrofi, ma ospita anche una solida presenza di rettili, anfibi e mammiferi terrestri di medie dimensioni.

La flora è la vera anima colorata dell’altopiano. Considerato uno dei più grandi “giardini botanici” a cielo aperto della regione, il parco vanta una vegetazione steppica e arbustiva ricca di endemismi. I pascoli naturali ospitano essenze aromatiche, bassi cespugli mediterranei e una miriade di fiori selvatici che riescono a farsi strada tenacemente tra le fenditure della roccia calcarea.

Gli animali del parco

  • Falco Grillaio: Il rapace simbolo incontrastato del parco. Questo piccolo ed elegante falco migratore, tutelato a livello europeo, nidifica sotto le tegole delle città vicine ma caccia quotidianamente insetti e piccoli rettili nelle grandi praterie della Murgia.
  • Lupo appenninico: Il superpredatore dell’altopiano. Un tempo scomparso da queste zone, il lupo ha fatto un ritorno spontaneo e stabile, muovendosi in branchi sfuggenti tra i boschi di roverella e le gravine per mantenere in equilibrio le popolazioni di ungulati.
  • Volpe: Onnipresente e astuta, si adatta perfettamente sia agli ambienti boschivi che a quelli di macchia aperta. Spesso la si può scorgere all’imbrunire mentre ispeziona le antiche masserie a secco in cerca di piccoli roditori.
  • Cinghiale: Diffuso ampiamente su tutta la Murgia, trova rifugio nelle boscaglie e nelle aree più fitte. Con il suo potente muso smuove il duro terreno calcareo alla ricerca di radici, tuberi e dei pregiati lampascioni selvatici.
  • Geco comune: Un simpatico e utilissimo rettile notturno che frequenta abitualmente i muretti a secco e gli “jazzi”. Grazie alle sue zampe a ventosa si arrampica ovunque per cacciare zanzare e ragni.
  • Gheppio: Un altro falco molto comune nell’area, facilmente riconoscibile per la sua capacità di volare fermo a mezz’aria (volo a “Spirito Santo”). Scruta costantemente le praterie dall’alto in cerca di arvicole e topolini.
  • Colubro liscio: Un serpente del tutto innocuo e non velenoso che si mimetizza perfettamente tra l’erba secca e le rocce dell’altopiano. Svolge un ruolo cruciale nella catena alimentare locale tenendo sotto controllo la popolazione dei roditori.
  • Ramarro: La lucertola gigante del parco, dal colore verde smeraldo brillante. Durante la primavera è facile sentirla scattare velocissima tra l’erba e i cespugli di lentisco per sfuggire ai visitatori.

Le piante del Parco Nazionale Alta Murgia

La suggestione cromatica che offre il paesaggio del Parco Nazionale Alta Murgia è dovuta alla sua flora rustica e spettacolare. Se in estate e autunno dominano i colori paglierini e bruni delle erbe secche, la primavera trasforma la steppa in una tavolozza vivace di gialli, rosa e bianchi. È un giardino naturale dove la vita trionfa sulla roccia, regalando fioriture di inestimabile valore botanico.

  • Orchidea selvatica (Ophrys murgiana): La Murgia è celebre per l’altissima concentrazione di orchidee spontanee. Questa specie in particolare è un raro endemismo locale: i suoi fiori meravigliosi e microscopici imitano alla perfezione l’addome delle femmine di insetto per attirare i maschi impollinatori.
  • Ferula: Pianta erbacea perenne dal fusto altissimo, che può superare i due metri. Fiorisce con grandi ombrelle gialle e, una volta seccata in estate, i suoi fusti leggeri e resistenti venivano usati tradizionalmente dai pastori per costruire piccoli mobili e sgabelli.
  • Roverella: La specie di quercia più diffusa nei boschi del parco. Ha una straordinaria resistenza alla siccità estiva e la particolarità di mantenere le foglie secche attaccate ai rami per tutto l’inverno, offrendo riparo agli uccelli.
  • Asfodelo: Un fiore iconico delle praterie rocciose. In primavera produce alti steli che terminano con delicate fioriture stellate bianche o rosate, trasformando i pascoli in tappeti fioriti.
  • Mandorlo: Albero fortemente radicato nella cultura agricola murgiana. A febbraio è il primo a fiorire, tingendo le campagne di macchie bianche e rosate prima ancora che spuntino le foglie.
  • Rosa canina: Un arbusto spinoso e tenace che impreziosiscono i margini dei pascoli. In primavera offre fiori semplici e profumati, mentre in autunno si riempie di bacche rosse (cinorrodi) preziose per il sostentamento degli uccelli selvatici.

Parco Nazionale Alta Murgia: la storia sulle origini del parco

La storia istituzionale del Parco Nazionale Alta Murgia è il risultato di una lunga battaglia civile e ambientalista per proteggere un ecosistema unico al mondo. Fino alla metà del secolo scorso, l’altopiano murgiano era dominato da pascoli e da una lenta e rispettosa agricoltura contadina. Tuttavia, a partire dagli anni ’80, politiche agricole inadeguate incentivarono il fenomeno del cosiddetto “spietramento”, ovvero la frantumazione selvaggia delle rocce superficiali con mezzi meccanici pesanti per ricavare nuovi campi coltivabili, un processo che stava irrimediabilmente distruggendo gli habitat naturali della steppa.

Per arginare questo disastro ecologico, la comunità scientifica e le associazioni si mobilitarono con fermezza. Le prime tutele giunsero negli anni ’90, quando la Regione designò l’area come Sito di Importanza Comunitaria. La vera svolta avvenne però con la Legge 426 del dicembre 1998, che gettò le basi per l’istituzione del parco, formalmente nato in modo definitivo con il Decreto del Presidente della Repubblica del 10 marzo 2004. Questo atto sancì la fine delle pratiche distruttive e l’inizio della conservazione.

Da quel momento, il Parco Nazionale Alta Murgia si è evoluto non solo come scudo difensivo del territorio, ma come motore di sviluppo sostenibile. Attraverso il recupero delle antiche architetture rurali, la tutela dei percorsi della transumanza e la valorizzazione dei siti geologici (che annoverano anche impronte fossili di dinosauri scoperte nel 1999 ad Altamura), l’Ente Parco ha saputo elevare questo territorio, portandolo fino all’ambito traguardo di essere riconosciuto Geoparco Mondiale dell’UNESCO nel 2024.

Come si arriva al Parco Nazionale Alta Murgia

Viaggiando in auto:
L’altopiano è facilmente raggiungibile in auto grazie alla rete stradale e autostradale pugliese. Percorrendo l’autostrada A14 (Bologna – Taranto), le uscite consigliate per accedere ai versanti del parco sono Trani, Molfetta, Bitonto, Bari Nord o Gioia del Colle. Dai caselli, è sufficiente seguire le direttrici provinciali verso l’interno (es. Ruvo, Corato, Altamura). Per chi proviene da ovest (Basilicata o Calabria), le arterie di riferimento per entrare direttamente nel cuore del parco sono le strade statali SS 96 (direzione Altamura-Gravina) e SS 99 (direzione Matera-Altamura).

Viaggiando in treno:
Raggiungere il Parco Nazionale Alta Murgia con i mezzi pubblici è un’ottima soluzione ecologica. Da Bari, le Ferrovie Appulo Lucane (FAL) offrono collegamenti diretti che attraversano i pittoreschi paesaggi della Murgia fino a raggiungere Altamura e Gravina in Puglia (dove ha sede l’Ente Parco). In alternativa, si possono utilizzare i treni di Ferrotramviaria (Ferrovie Nord Barese) per raggiungere i comuni settentrionali come Bitonto, Ruvo, Corato e Andria, oppure le linee ordinarie di Trenitalia per scendere alla stazione di Gioia del Colle, servita poi da autobus locali.

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