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Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Difesa 1 32043, Cortina d'Ampezzo (BL)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo

Esteso su una superficie di circa 11.200 ettari a nord del centro abitato di Cortina d’Ampezzo, il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo protegge uno dei complessi montuosi più affascinanti e celebrati dell’intero arco alpino, riconosciuto universalmente come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il parco si innesta a cuneo nel vicino Parco Naturale Fanes-Senes-Braies (in Alto Adige), formando con esso un’area protetta d’alta quota di vastissime proporzioni.

Il territorio è un susseguirsi mozzafiato di spettacolari vette dolomitiche (tra cui i celebri gruppi del Cristallo, delle Tofane e del Lagazuoi), altopiani carsici, estese fitte foreste di conifere e incantevoli laghetti glaciali cristallini. Questa destinazione è il palcoscenico ideale per l’alpinismo classico, per gli amanti dello sci invernale, ma anche per le famiglie in cerca di sentieri meno estremi ma altrettanto panoramici.

Una delle attrattive paesaggistiche più sorprendenti e frequentate del parco è la profonda Gola di Fanes. In questo grandioso e suggestivo canyon calcareo, il torrente Fanes ha scavato la roccia creando una serie di maestosi e fragorosi salti d’acqua (le Cascate di Fanes) ammirabili attraverso spettacolari percorsi attrezzati che passano persino dietro al getto d’acqua principale. Visitare questo parco significa percorrere scenari primordiali e vivere appieno la “Regina delle Dolomiti”, in perfetto equilibrio tra la mondanità della conca ampezzana e l’incontaminata purezza dell’alta quota.

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Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo: la fauna e flora del parco

La straordinaria escursione altitudinale (che dai fondovalle sale rapidamente oltre i 3.000 metri delle cime più impervie) e la complessa natura geologica del suolo garantiscono al Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo una biodiversità ricchissima e in perfetto stato di conservazione.

La fauna del parco è composta dalle specie più nobili ed emblematiche dell’habitat alpino. Le valli boscate e le quote intermedie sono il regno di schivi predatori e agili ungulati, mentre le aride pietraie e le praterie d’alta quota offrono il palcoscenico perfetto per le vertiginose arrampicate degli erbivori specializzati e per i voli dei grandi rapaci. Inoltre, nei laghetti glaciali e nei gelidi torrenti (come il Boite e il Fanes) prosperano delicate popolazioni di rari pesci salmonidi.

Il paesaggio botanico, vero orgoglio dell’area protetta, è dominato dalle grandi e ombrose foreste di conifere. All’aumentare dell’altitudine, gli alberi ad alto fusto lasciano gradualmente spazio agli sterminati arbusteti striscianti. Oltre il limite della vegetazione legnosa, il suolo roccioso dolomitico nasconde i veri gioielli del parco: minuscoli ma resistentissimi fiori endemici, vere e proprie reliquie delle passate ere glaciali capaci di sbocciare tra i ghiaioni apparentemente sterili.

Gli animali del parco

  • Marmotta delle Alpi (Marmota marmota): L’abitante più celebre dei pascoli d’alta quota. Vive in fitte e rumorose colonie creando intricate reti di gallerie sotterranee (specialmente nelle aree di Tofana, Lagazuoi e Passo Giau); al minimo sentore di pericolo, la “sentinella” emette un acutissimo fischio per far rintanare il gruppo.
  • Stambecco: L’atleta perfetto delle montagne. Reintrodotto nei decenni scorsi, questo fiero ungulato, caratterizzato dalle imponenti corna nodose e arcuate nei maschi, domina con incredibile sicurezza le vertiginose pareti calcaree inaccessibili all’uomo.
  • Scoiattolo comune (Sciurus vulgaris): Il simpaticissimo e agilissimo roditore diventato il vero e proprio simbolo del parco e della conca ampezzana (ispirando anche lo storico gruppo alpinistico locale degli “Scoiattoli di Cortina”). È facilmente avvistabile nelle peccete di fondovalle, distinguibile dal manto rossiccio e dalla coda folta.
  • Aquila reale (Aquila chrysaetos): La sovrana indiscussa dei cieli ampezzani. Con un’impressionante apertura alare, sorvola sfruttando le correnti termiche le cime alla ricerca di prede. Nel parco sono costantemente monitorate le sue inaccessibili aree di nidificazione rupestre.
  • Gipeto (Gypaetus barbatus): Uno dei più grandi uccelli d’Europa. Questo maestoso avvoltoio, reintrodotto sulle Alpi, è facilmente riconoscibile dalla tipica “barba” scura e viene avvistato di frequente mentre volteggia maestosamente attorno all’imponente e monolitica Tofana di Rozes.
  • Camoscio: L’ungulato più elegante e diffuso della fascia subalpina. Abita sia le zone di bosco rado che le balze rocciose superiori. Rispetto allo stambecco, preferisce spostarsi agilmente sui pendii ripidi ma erbosi o in prossimità dei ghiaioni.
  • Picchio muraiolo (Tichodroma muraria): Un piccolo ed elegantissimo uccellino dalle ali tondeggianti tinte di un magnifico rosso-cremisi. Costruisce il nido all’interno delle piccole fessure delle falesie di roccia viva, scalando le pareti verticali alla ricerca di minuscoli insetti e ragni.

Le piante del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo

La copertura vegetale ampezzana cambia drasticamente veste in base all’esposizione al sole e alle rigide temperature che caratterizzano il massiccio dolomitico.

  • Pino mugo (Pinus mugo): Il signore incontrastato dell’alta quota. Questo arbusto tenace, dai rami striscianti ed elastici, forma impenetrabili macchie verdi chiamate “mughete” (habitat prioritario a livello europeo). Le mughete sostituiscono la foresta ad alto fusto, consolidando i ghiaioni, trattenendo il suolo e proteggendo i versanti dalle valanghe.
  • Larice e Abete rosso (Peccio): Gli alberi padroni del fondovalle. Si consociano per formare splendide foreste miste; in autunno, mentre il rustico pino silvestre e i pecci mantengono i loro aghi verde scuro, le chiome del larice si “accendono” di un giallo dorato fiammante prima di spogliarsi, offrendo uno spettacolo cromatico inimitabile.
  • Pino cembro (Cirmolo): Cresce spingendosi coraggiosamente fino al limite della vegetazione arborea. Si distingue per gli aghi raggruppati a ciuffi di cinque; i suoi coni e pinoli sono indispensabili per l’alimentazione invernale di molti uccelli alpini e il suo legno, profumatissimo, è da secoli la base dell’artigianato locale.
  • Semprevivo delle Dolomiti (Sempervivum dolomiticum): Il fiore simbolo botanico del parco. Una minuscola e ostinata pianta succulenta endemica. Le sue foglie a rosetta carnosa immagazzinano la scarsa acqua disponibile, permettendole di resistere tenacemente sui detriti rocciosi aridi e di sbocciare con fiorellini di colore rosso porpora acceso.

Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo: la storia sulle origini del parco

L’istituzione e la gestione del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo rappresentano un unicum assoluto nel panorama delle aree protette italiane. A differenza degli altri parchi regionali gestiti interamente dal pubblico, questo territorio affonda le sue radici amministrative in un’antichissima e virtuosa tradizione comunitaria. Da oltre mille anni, boschi e pascoli della conca ampezzana sono proprietà collettiva e inalienabile delle “Regole d’Ampezzo”, un’istituzione fondata sulla solidarietà e sulla gestione indivisa delle risorse silvo-pastorali da parte delle famiglie originarie del luogo.

Per centinaia di anni, i severi statuti regolieri (i “Laudi”) hanno impedito la deforestazione selvaggia e la lottizzazione, garantendo l’assoluta integrità ecologica del territorio sino ai giorni nostri.

Riconoscendo questa inestimabile e secolare capacità di conservazione, la Regione Veneto, con Legge Regionale n. 21 del 22 marzo 1990, ha istituito ufficialmente il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo. L’aspetto straordinario è che l’amministrazione del parco regionale è stata affidata direttamente alle stesse Regole d’Ampezzo (soggetto privato di diritto antico), riconoscendole non solo come custodi morali, ma come organo esecutivo ideale per tutelare la natura e il patrimonio storico-culturale delle Dolomiti.

Come si arriva al Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo

Viaggiando in auto:
Il parco e la cittadina di Cortina d’Ampezzo sono eccellentemente serviti dalla viabilità principale. Per chi proviene da sud (es. Venezia o la pianura veneta), occorre percorrere integralmente l’Autostrada A27 (Mestre – Belluno) fino all’ultima uscita di “Pian de Vedoia”. Da qui, ci si immette direttamente sulla Strada Statale 51 “d’Alemagna” che attraversa il Cadore e conduce dritta al centro di Cortina, da dove partono le vie d’accesso ai vari sentieri del parco. Per chi proviene da nord (es. Bolzano o il Brennero), tramite l’Autostrada A22 l’uscita da imboccare è “Bressanone”, per poi percorrere la Strada Statale della Val Pusteria fino a Dobbiaco, svoltando infine verso sud per scendere nel bacino ampezzano.

Viaggiando in treno:
Benché Cortina d’Ampezzo non possieda una propria stazione ferroviaria attiva da decenni, il sistema di trasporto pubblico intermodale (treno + bus) risulta capillare ed efficientissimo. Per chi viaggia lungo la linea ferroviaria sud (Venezia-Mestre), il treno termina la sua corsa alla stazione ferroviaria di Calalzo di Cadore (distante circa 35 km). Dal piazzale della stazione partono puntualmente gli autobus di linea in rigorosa coincidenza con i treni (gestiti da Dolomiti Bus o Cortina Express) che conducono in pochi minuti in centro a Cortina. Per chi arriva da nord tramite la ferrovia della Val Pusteria, la stazione di discesa è Dobbiaco, anch’essa perfettamente e velocemente collegata a Cortina tramite il servizio di autobus locale (SAD).

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