Parco Fluviale Novella
Descrizione Parco Fluviale Novella
Incastonato nel paesaggio rigoglioso della Val di Non, in Trentino, il Parco Fluviale Novella è un percorso naturalistico di eccezionale bellezza che si sviluppa tra i territori dei comuni di Novella (frazione di Romallo) e Dambel. Lontano dalle classiche vette dolomitiche, questo gioiello nascosto offre un autentico viaggio al centro della terra, svelando un ambiente selvaggio scolpito dall’inesorabile forza dell’acqua nel corso dei millenni.
Il parco è una meta perfetta per chiunque: le famiglie e i bambini possono esplorare i sentieri a piedi ammirando un mondo fiabesco, mentre gli appassionati di sport e avventura trovano pane per i loro denti grazie alle adrenaliniche escursioni in kayak e al canyoning. Il percorso trekking si snoda per circa 3,5 chilometri in leggera discesa. Lungo l’itinerario, il visitatore si lascia alle spalle i soleggiati campi coltivati a meleto per inoltrarsi progressivamente nelle viscere fresche della montagna, camminando in totale sicurezza su ardite passerelle metalliche sospese nel vuoto.
L’atmosfera del Parco Fluviale Novella cambia a ogni passo. Più ci si addentra nella forra profonda e stretta, più le pareti verticali in dolomia si fanno vicine, oscurando il cielo. Qui regna il rumore fragoroso del torrente Novella che scorre tra le rocce calcaree e il verde vibrante di muschi e felci, creando un microclima umido ed evocativo capace di incantare chi cerca il contatto intimo con una natura incontaminata.
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Parco Fluviale Novella: la fauna e flora del parco
La struttura geografica del Parco Fluviale Novella è particolarmente complessa, originando ecosistemi completamente diversi nel giro di pochissimi chilometri. L’itinerario si organizza partendo dalle zone più aperte e soleggiate a monte, caratterizzate da vallate a forma di “V”, per poi scendere vertiginosamente nelle forre rocciose ombrose, alte e aspre, le cui rocce di dolomia risalgono a 200 milioni di anni fa.
Questa variabilità altimetrica e termica fa sì che la fauna presente sia estremamente ricca. I fitti boschi e i canyon impenetrabili diventano un nascondiglio eccezionale per moltissimi animali. Dai grandi e maestosi ungulati, fino ai mammiferi predatori e alle oltre cento specie di uccelli che popolano i cieli della Val di Non, la natura selvaggia trova qui un santuario perfetto in cui riprodursi e prosperare.
La flora è l’elemento che più evidenzia lo sbalzo di habitat all’interno del canyon. Se all’ingresso la luce favorisce specie di latifoglie e conifere rustiche, sul fondo della gola la totale mancanza di irraggiamento solare diretto permette lo sviluppo di essenze legate all’umidità perenne. Questa notevole biodiversità, che conta oltre duecento specie censite, rende l’esplorazione del parco una continua scoperta botanica.
Gli animali del parco
- Gufo reale: Rapace maestoso e notturno considerato il re assoluto delle notti in questo territorio. Le profonde forre e le rocce inaccessibili del parco sono l’habitat perfetto per nidificare; pur essendo schivo, in primavera è possibile udire il suo profondo richiamo amoroso.
- Cervo: Il signore dei boschi trentini. Durante le ore più tranquille, i cervi si muovono tra le boscaglie per brucare rami e cortecce, rifugiandosi nel folto della vegetazione al primo segnale di pericolo.
- Capriolo: Più piccolo, agile e aggraziato del cervo, frequenta i margini del bosco e le radure. È capace di eccezionali balzi ed è uno degli animali che con più facilità incrocia i sentieri dei camminatori silenziosi.
- Scoiattolo: Piccolo acrobata dei rami, la cui inconfondibile coda a pennacchio e il manto rosso o bruno colorano i boschi di conifere. Si nutre principalmente di pigne, funghi e bacche.
- Volpe: Elegante predatrice opportunista dal folto pelo rossastro e orecchie appuntite. Abita i fitti avvallamenti del parco, cacciando roditori e piccoli invertebrati durante il crepuscolo o le ore notturne.
- Poiana: Rapace diurno di medie dimensioni dalle ali larghe e arrotondate. Sfrutta le correnti ascensionali calde prodotte dalle vallate adiacenti al canyon per planare alla ricerca della sua preda.
- Lepre: Un mammifero erbivoro dalla corsa fulminea. Vive ai margini dei boschi e dei meleti sovrastanti, affidandosi alla sua colorazione bruna per mimetizzarsi perfettamente tra l’erba secca e le foglie cadute.
- Trota fario: Dominatrice delle acque fredde e ben ossigenate del torrente Novella. Questo scattante pesce d’acqua dolce si nasconde tra i mulinelli rocciosi e i piccoli bacini formati dal corso d’acqua.
Le piante del Parco Fluviale Novella
La biodiversità vegetale che si incontra esplorando il Parco Fluviale Novella è stupefacente e intimamente legata alla presenza dell’acqua e all’orientamento dei versanti. Dalla primavera all’autunno, le essenze cambiano volto: le fronde lussureggianti degli alberi d’alto fusto filtrano la luce, creando giochi di ombre mozzafiato e limitando, grazie alle loro vigorose radici, i pericolosi smottamenti del terreno. Entrare nella forra significa passare, in pochi minuti, da una foresta alpina luminosa a una “giungla” rupestre.
- Faggio: Albero fondamentale nell’ecosistema locale, forma ampi e maestosi boschi. Le sue radici consolidano il suolo, mentre le sue foglie donano al paesaggio una fiabesca tonalità dorata durante il periodo autunnale.
- Abete rosso: La classica conifera alpina, facilmente riconoscibile per la sua chioma a punta. Nel parco offre riparo e nutrimento prezioso (pigne) a scoiattoli e uccelli tipici del Trentino.
- Felci: Tappezzano di verde brillante le rocce verticali situate sul fondo della gola, dove l’umidità costante creata dalle nebulizzazioni del torrente Novella costituisce l’unico sostentamento per queste antiche piante senza fiori.
- Orchidea selvatica: Nel periodo primaverile, le aree luminose e boscose a ridosso dei meleti fioriscono di queste delicate piante, testimoniando un ecosistema sano ed estremamente bilanciato.
- Pino silvestre: Predilige le sporgenze più secche, soleggiate e povere di terreno in cima al canyon. La sua corteccia arancione e i rami contorti si stagliano in netto contrasto con la grigia roccia calcarea.
- Nocciolo: Arbusto rustico i cui fiori penduli (amenti) annunciano l’arrivo della primavera. I frutti maturi in autunno sono contesi tra roditori e piccoli mammiferi selvatici della forra.
Gallery Parco Fluviale Novella
Parco Fluviale Novella: la storia sulle origini del parco
L’origine geologica di quest’area riporta le lancette dell’orologio indietro di oltre 200 milioni di anni. Le massicce bancate di roccia “Dolomia Principale” sono state progressivamente scavate, scolpite ed erose prima dall’azione imponente dei torrenti glaciali e poi dall’incessante passaggio delle acque del fiume Novella, che hanno generato questi meandri profondi.
Fin dal Medioevo, questi luoghi impervi ma vitali sono stati frequentati dall’uomo. Già nel XIII secolo vennero eretti coraggiosi ponti, come il Ponte di Pozzena nel 1276 o il “pònt da la poìna”, necessari per superare le aspre forre della vallata. Sulle rocce del canyon si ergono anche importanti siti mistici storici, tra cui il suggestivo romitorio e l’antica cappella d’impianto romanico intitolata a San Biagio, attestati nei documenti a partire dal 1307.
L’epoca d’oro del turismo per il Parco Fluviale Novella inizia però nel nuovo millennio. Grazie all’ambizione delle amministrazioni locali e agli importanti fondi stanziati dalla Comunità Europea, la zona inaccessibile è stata messa in sicurezza. Ad agosto del 2005, la stupefacente rete di passerelle sospese è stata ufficialmente inaugurata e aperta al pubblico, trasformando quello che era un semplice canyon sconosciuto in una delle attrattive naturalistiche, didattiche e sportive (con il kayak e il canyoning) più importanti e suggestive dell’intero Trentino.
Come si arriva al Parco Fluviale Novella
Viaggiando in auto:
Il Parco Fluviale Novella è ben collegato dalle direttrici nord-sud. Per chi viaggia in auto, l’autostrada di riferimento è la A22 (Brennero-Modena). È consigliato uscire al casello di “Trento Nord” o “San Michele all’Adige-Mezzocorona”. Da qui, bisogna immettersi sulla SS 43 seguendo le indicazioni per la Val di Non e Cles. Superato Cles, si deve proseguire sulla provinciale imboccando i bivi per Revò e Romallo, arrivando fino alla suggestiva Piazza Madonna Pellegrina (nel Comune di Novella), punto di ritrovo e partenza per gran parte delle escursioni guidate del parco.
Viaggiando in treno:
Scegliere di viaggiare su rotaia è comodissimo e romantico. Percorrendo la linea nazionale del Brennero si può scendere alla stazione di Trento oppure di Mezzocorona. Da queste stazioni parte la celebre ferrovia locale “Trento-Malè”, che si snoda tra i meli e le montagne fino alla Val di Non. Scendendo alle stazioni di Dermulo o di Cles, si dovrà infine usufruire del comodo servizio pubblico di autobus (gestito da Trentino Trasporti) per giungere in pochi minuti nella frazione di Romallo.