Svg Vector Icons : http://www.onlinewebfonts.com/icon

Parco Fluviale del Panaro

Orari d'Apertura

Estivo

da apr a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via S. Lorenzo 41054, Marano sul Panaro (MO)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Fluviale del Panaro

Il Parco Fluviale del Panaro, localizzato nel comune di Marano sul Panaro in provincia di Modena, è un’incantevole e lussureggiante oasi che si sviluppa lungo le sponde dello storico fiume Panaro. Questo parco rappresenta uno snodo cruciale e una delle aree attrezzate più apprezzate del “Percorso Natura Panaro” (o Percorso Sole), una lunghissima pista ciclopedonale immersa nel verde che risale il fiume dalla pianura modenese fino alle prime colline appenniniche.

Il sito è la meta ideale per le famiglie, i cicloturisti e gli escursionisti in cerca di ombra e relax. La parte centrale del parco a Marano è diventata così celebre tra gli abitanti e i turisti da essersi guadagnata il simpatico soprannome di “Marano Beach”, grazie alla presenza di una rilassante spiaggetta ghiaiosa lambita dal fiume, affiancata da ampi prati, comodi parcheggi e postazioni fisse attrezzate con tavoli e griglie per i barbecue.

Oltre a essere un vivace luogo di aggregazione sociale e di vita all’aria aperta, il parco costituisce un inestimabile “corridoio ecologico”. L’ambiente fluviale, che qui inizia a fondersi dolcemente con i rilievi boscosi preappenninici in direzione del vicino Parco dei Sassi di Roccamalatina, permette ai visitatori di ritrovare una dimensione naturale, fresca e rigenerante, a pochissima distanza dall’urbanizzazione della pianura.

Le ultime novità Parco Fluviale del Panaro

Scopri le ultime novità e i grandi eventi in programma

Parco Fluviale del Panaro: la fauna e flora del parco

La fascia ripariale (che costeggia le rive del fiume) del Parco Fluviale del Panaro rappresenta un ecosistema di estrema importanza, caratterizzato da un mosaico di ambienti umidi, canneti, greti ghiaiosi e formazioni boschive a galleria. Questa vicinanza tra l’acqua corrente e le propaggini collinari garantisce un’elevata biodiversità, tutelata a livello regionale ed europeo tramite la rete Natura 2000 (ZSC Cassa di espansione del Fiume Panaro).

La fauna del parco rispecchia perfettamente l’ecologia degli ambienti di transizione tra pianura e collina. Le placide anse del fiume offrono un habitat idoneo per specie ittiche e rari anfibi, ma è soprattutto l’avifauna a catturare l’attenzione dei visitatori, con stormi di aironi e uccelli tuffatori che prediligono quest’area per sostare e cacciare. I fitti arbusteti fungono, inoltre, da via di comunicazione protetta per i grandi e piccoli mammiferi selvatici che, specialmente al crepuscolo, scendono nel parco per abbeverarsi e muoversi indisturbati.

La flora è costituita dalle classiche e tenaci specie igrofile, ovvero quelle piante che necessitano di grande umidità e resistono alle saltuarie esondazioni fluviali. Le sponde del Panaro sono protette dalle imponenti radici di salici e pioppi, che stabilizzano il terreno prevenendo l’erosione. A queste formazioni arboree d’alto fusto si affianca un sottobosco vario, che in primavera si ravviva con fioriture profumate ed essenze aromatiche.

Gli animali del parco

  • Airone cenerino: L’elegante e inconfondibile trampoliere grigio, dal lungo collo e becco a pugnale. Lo si ammira spesso immobile come una statua nelle pozze meno profonde del fiume, per poi scattare fulmineamente e arpionare pesci o rane.
  • Martin pescatore: Un uccelletto tarchiato ma dallo splendido piumaggio azzurro metallico e arancione. Sfreccia a pochi centimetri dal pelo dell’acqua e compie spettacolari tuffi dai rami più bassi per catturare piccoli avannotti.
  • Capriolo: Sebbene sia un timido ungulato abituato ai fitti boschi appenninici, sfrutta con regolarità il corridoio verde del fiume Panaro per spostarsi, facendosi vedere al mattino presto nelle radure collinari adiacenti al parco.
  • Garzetta: Più piccola dell’airone cenerino e dal candido piumaggio bianco, con zampe nere e particolari “calzini” gialli. Razzola instancabilmente nei tratti ghiaiosi muovendo l’acqua per far uscire le piccole prede dal fango.
  • Tasso: Un pacifico e abile mammifero scavatore, prettamente notturno, inconfondibile per la mascherina bianca e nera sul volto. Crea profonde e complesse tane tra i ripidi pendii boscosi che circondano il lato più selvaggio del fiume.
  • Volpe rossa: L’astuta cacciatrice dei boschi. Ottima opportunista, è facile rintracciare le sue orme lungo il sentiero in terra battuta del Percorso Natura, dove sorveglia il territorio alla ricerca di piccoli roditori.
  • Barbo: Un pesce autoctono di fondo che predilige le acque chiare. È dotato di caratteristici “bargigli” vicino alla bocca che utilizza per scovare invertebrati e piccoli crostacei nascosti tra i sassi del fiume Panaro.
  • Tritone crestato: Raro e prezioso anfibio protetto a livello europeo. Popola le micro-zone umide e le lanche di ristagno del parco; i maschi esibiscono in periodo riproduttivo una vistosa cresta seghettata che percorre l’intera colonna vertebrale.

Le piante del Parco Fluviale del Panaro

L’assetto botanico del Parco Fluviale del Panaro è lo specchio fedele delle cosiddette foreste a galleria (o ripariali). Questi boschi formano un vero e proprio “tetto” verde sulle sponde, proteggendo la fauna dal caldo estivo e regalando sfumature incredibili quando le foglie ingialliscono in autunno.

  • Pioppo nero e Pioppo bianco: Sono i veri e propri giganti dominanti del parco, capaci di raggiungere altezze ragguardevoli. Mentre il pioppo nero presenta una corteccia ruvida e chioma molto scura, il pioppo bianco colpisce l’occhio per il forte contrasto argenteo della pagina inferiore delle sue foglie, che brillano al minimo alito di vento.
  • Salice bianco: Il padrone assoluto delle primissime rive dell’acqua. Estremamente flessibile e tollerante alle inondazioni, piega morbidamente le fronde sul corso del Panaro creando le atmosfere romantiche tipiche dei fiumi padani.
  • Ontano nero: Un albero la cui ecologia è magicamente predisposta a vivere nell’acqua. Le sue radici e il suo tronco riescono a sopportare lunghissimi periodi di sommersione senza marcire, stabilizzando in maniera vitale la friabile terra degli argini.
  • Sambuco nero: Un arbusto estremamente diffuso ai margini tra le zone di bosco e i prati pic-nic. In tarda primavera esplode in fioriture bianche a forma di ombrello molto profumate (amate per realizzare sciroppi), che in estate si trasformano in grappoli di bacche nerastre utilissime per sfamare l’avifauna.
  • Pungitopo: Un tenace e basso cespuglio sempreverde che prospera all’ombra degli alberi ad alto fusto o nelle zone leggermente più collinari e asciutte del limitare del parco. È ammirato per le caratteristiche “foglie” spinose e per le brillanti bacche rosse invernali.

Parco Fluviale del Panaro: la storia sulle origini del parco

Il Parco Fluviale di Marano sul Panaro è un esempio virtuoso di intervento pubblico a tutela di un paesaggio minacciato dall’abbandono. Fino al finire degli anni ’80, numerose porzioni di golena a ridosso del fiume in prossimità del paese si presentavano in condizioni di forte degrado ambientale, invase da rovi e utilizzate in maniera del tutto disordinata.

Consapevoli del potenziale immenso di questa porzione di fiume, le amministrazioni decisero di intervenire. Nel 1988 si è assistito a una profonda riqualificazione paesaggistica ed ecologica della golena degradata: il greto è stato pulito, la vegetazione infestante controllata ed è stata favorita la crescita di nuove essenze ripariali, installando infine le strutture necessarie all’accoglienza del pubblico in totale sicurezza. Nacque così il “Parco Fluviale” a scopo fruitivo ed educativo.

Con il passare del tempo, il successo dell’area ha permesso di inserirla come anello di congiunzione fondamentale e “perla” del Percorso Natura Panaro (nato successivamente per unire la pianura all’Appennino). Oggi il parco è integrato nelle politiche dell’Ente Parchi Emilia Centrale e abbracciato dal “Contratto di Fiume Paesaggio Medio Panaro”, garantendo una gestione moderna che sposa l’afflusso turistico stagionale con un’attenta salvaguardia ecologica delle acque.

Come si arriva al Parco Fluviale del Panaro

Viaggiando in auto:
Il Parco Fluviale si raggiunge con estrema semplicità. Per chi arriva da nord (Bologna o Milano) sfruttando l’autostrada A1, l’uscita da utilizzare è quella di “Modena Sud”. Abbandonato il casello, è sufficiente seguire la viabilità principale in direzione sud per Spilamberto e successivamente Vignola. Arrivati a Vignola, si deve imboccare e percorrere la Strada Provinciale 623 (la Fondovalle Panaro) per pochissimi chilometri, trovandosi rapidamente alle porte di Marano sul Panaro. L’ingresso del parco (“Marano Beach”) è ampiamente segnalato e provvisto di grandi parcheggi adiacenti all’area attrezzata.

Viaggiando in treno e in autobus:
È possibile usufruire comodamente dei mezzi pubblici approfittando della doppia opzione treno/bus. Dalla grande e servita stazione di Bologna Centrale, è possibile prendere il treno regionale locale della linea ferroviaria suburbana “Ferrovia Casalecchio-Vignola” e scendere al capolinea di Vignola. Da qui, il parco dista solo circa 4-5 km ed è possibile noleggiare una bicicletta e arrivarci pedalando direttamente sul Percorso Natura, oppure usufruire degli autobus extraurbani. In alternativa, se si fa scalo alla stazione di Modena, dal grande piazzale esterno partono costantemente gli autobus extraurbani della rete SETA (es. linea 731) che conducono in maniera diretta a Marano sul Panaro in soli 40 minuti di tragitto.

© Copyright 2015 - 2026. Tutti i diritti riservati. Riviera Disco P.IVA 04315620403

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca