Cascata delle Marmore
Descrizione Cascata delle Marmore
Situata nell’incantevole cornice della Valnerina, in Umbria, a pochi chilometri da Terni, la Cascata delle Marmore è una delle cascate artificiali più alte e spettacolari d’Europa. Generata dal fiume Velino che precipita nel fiume Nera sottostante, vanta un colossale dislivello complessivo di ben 165 metri, suddiviso in tre maestosi salti scenografici. Inserita all’interno del più ampio Parco Fluviale del Nera, quest’opera grandiosa rappresenta un connubio perfetto tra l’ingegno millenario dell’uomo e la prorompente forza della natura.
Esplorare il parco della cascata è un’avventura entusiasmante per escursionisti, fotografi e famiglie con bambini. L’area naturalistica è attrezzata in totale sicurezza ed è attraversata da ben sei differenti sentieri tematici (dal più semplice al più faticoso) che permettono di ammirare i salti dell’acqua da angolazioni diverse. I turisti possono scegliere se godere dello spettacolo dal “Belvedere Inferiore”, con la vista frontale della caduta d’acqua, o dal “Belvedere Superiore”, da cui si domina in modo vertiginoso il primo grande salto.
L’atmosfera è resa magica e surreale dall’umidità costante, dal fragore assordante dell’acqua e dalla miriade di arcobaleni che si formano alla base dei balzi. Nelle immediate vicinanze dell’acqua, i visitatori sono avvolti da una perenne nuvola di vapore acqueo finissimo che rinfresca l’aria anche durante i mesi estivi più roventi. Nei giorni di maggiore affluenza, attendere in gruppo il momento dell’apertura delle paratie, quando un flebile torrente si trasforma improvvisamente in un muro d’acqua ruggente, costituisce un’emozione indimenticabile.
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Cascata delle Marmore: la fauna e flora del parco
L’incessante scorrere dei fiumi Nera e Velino e l’onnipresenza dell’acqua vaporizzata hanno trasformato l’immediato intorno della Cascata delle Marmore in un’autentica oasi biologica. Le grandi pareti di roccia calcarea e travertino, modellate dall’erosione, fungono da spugna termica e creano una sorta di “serra naturale” che ospita specie igrofile esigentissime in termini di umidità. Questo isolotto lussureggiante contrasta nettamente con la vegetazione collinare più arida che si estende pochi metri più in là.
La fauna del parco è tipicamente acquatica e rupestre. I fiumi trasparenti, freddi e molto ossigenati sostengono una ricca vita ittica e offrono un abbondante nutrimento per un’avifauna altamente specializzata che ha eletto le cascate a propria dimora stabile. Accanto alle specie legate al fiume, le spaccature delle pareti tufacee e le grotte celate dietro la cortina d’acqua creano rifugi inaccessibili perfetti per rari rapaci, anfibi e piccole colonie di chirotteri (pipistrelli).
La flora è l’elemento che veste di smeraldo questa scenografia geologica. Proprio a ridosso dell’acqua, le rocce sono letteralmente tappezzate da soffici cuscini di muschi millenari, alghe ed elegantissime felci, che dipendono in maniera vitale dall’aerosol sollevato dal Velino. Allontanandosi leggermente dalla zona bagnata, i percorsi escursionistici s’inerpicano attraverso fitti ed ombrosi boschi ripariali, che poi lasciano spazio sui crinali più soleggiati alla tenace e aromatica vegetazione mediterranea.
Gli animali del parco
- Merlo acquaiolo: Il vero padrone incontrastato di questo habitat. Uccelletto dal piumaggio marrone scuro con il petto bianco candido, compie tuffi spettacolari immergendosi completamente nelle acque gelide del Nera per camminare sul fondo a caccia di insetti e larve.
- Trota fario: La regina delle acque veloci e ossigenate dell’Umbria. Questo esigente salmonide, riconoscibile dai puntini rossi e neri sui fianchi, prospera ai piedi della cascata, rappresentando la base della piramide alimentare del fiume.
- Falco pellegrino: Il signore dei cieli della Valnerina. Elegante predatore alato, approfitta delle irraggiungibili cenge rocciose a strapiombo circostanti il salto d’acqua per installare il suo nido e sfrecciare a folle velocità per ghermire altre prede in volo.
- Martin pescatore: Piccolo ma straordinariamente variopinto. Spesso lo si vede come un fulmineo lampo azzurro metallico e arancione mentre sorvola il Nera a pelo d’acqua, lanciandosi in spettacolari picchiate dai rami bassi per catturare piccoli pesci.
- Rondine montana: Questa agile volatrice non disdegna l’ambiente umido del sito. Frequenta le rupi verticali vicino alla cascata, esibendosi in voli acrobatici ininterrotti per catturare le miriadi di insetti presenti vicino alle masse d’acqua nebulizzate.
- Gambero di fiume: Un prezioso crostaceo autoctono la cui presenza è indice di un ambiente fluviale purissimo e privo di inquinanti. Si nasconde sotto i sassi dei ruscelli limitrofi, muovendosi per lo più al calar della notte per nutrirsi.
- Salamandrina dagli occhiali: Un rarissimo anfibio appenninico. Se disturbato, espone inarca la coda verso l’alto per mostrare al potenziale predatore il ventre colorato di un brillante rosso-arancio, nascondendosi nei freschi e umidi anfratti del sottobosco limitrofo.
- Gatto selvatico: Presente nelle zone boscose meno battute del parco. Un felino elusivo e notturno dal mantello striato perfetto per il mimetismo, ben distinto dal gatto domestico per la coda folta, grossa ed elegantemente anellata di nero.
Le piante della Cascata delle Marmore
L’ecosistema botanico che si incontra percorrendo i numerosi e rigogliosi sentieri del parco della Cascata delle Marmore racconta la storia dell’acqua e del travertino. Le correnti d’aria spingono costantemente il vapore sulle fronde, garantendo freschezza e irrigazione naturale dodici mesi all’anno.
- Felce capelvenere (Adiantum capillus-veneris): La pianta simbolo del salto d’acqua. Sottile, delicatissima ed elegante, le sue foglioline a ventaglio formano vere e proprie “cascate verdi” pendenti dalle rocce di travertino direttamente esposte alla nebulizzazione dell’acqua.
- Ontano nero: Un albero intimamente ed indissolubilmente legato alla vita acquatica. Le sue forti radici si abbarbicano sulle sponde umide del fiume Nera consolidandole, resistendo a piene e inondazioni repentine senza marcire.
- Salice bianco: Albero dalla bellissima chioma argentea, che al vento luccica in contrasto col paesaggio boschivo. Cresce prevalentemente in prossimità del fondovalle e del corso fluviale, piegandosi graziosamente sull’acqua.
- Leccio: Maestosa quercia sempreverde dal fogliame scuro e coriaceo. Nonostante la sua vocazione tendenzialmente mediterranea, vegeta con forza sulle ripide pareti soleggiate della rupe al di sopra del catino della cascata.
- Pino d’Aleppo: Una solida conifera che caratterizza visivamente gli speroni di roccia della Valnerina. Cresce audacemente nei terreni più impervi e drenanti creando piccole e suggestive macchie di aghifoglie a ridosso dell’area del parco.
- Orchidee spontanee: Durante i mesi primaverili, nei tratti di prati e pascoli aridi collinari e nelle vicinanze della viabilità pedonale boschiva, fioriscono svariate specie di minuscole e ricercate orchidee che arricchiscono il panorama locale con sfumature cromatiche inaspettate.
Gallery Cascata delle Marmore
Cascata delle Marmore: la storia sulle origini del parco
Ciò che stupisce maggiormente della Cascata delle Marmore è scoprire che questa formidabile meraviglia paesaggistica non ha natali naturali, bensì è il frutto di un’opera ingegneristica audace concepita dagli antichi Romani. Fino al III secolo a.C., il fiume Velino ristagnava nella Piana di Rieti, trasformandola in una palude immensa, malsana e portatrice di gravi epidemie di malaria per le popolazioni circostanti.
Per risolvere la grave crisi, nel 271 a.C. il valoroso console romano Manio Curio Dentato prese una decisione drastica: ordinò lo scavo di un lungo e massiccio canale artificiale (conosciuto storicamente come Cavo Curiano). Questa trincea tagliò la roccia tufacea per deviare le acque mefitiche del fiume Velino in direzione del naturale ciglio di Marmore, facendole finalmente precipitare, con un salto da brividi, direttamente nel corso del sottostante e più profondo fiume Nera.
Nel corso dei millenni, il canale originario fu trascurato, portando a nuove paludi, fino a essere restaurato in epoca rinascimentale da ingegneri papali (come Antonio da Sangallo) che regolarono definitivamente i flussi formando l’attuale profilo a gradoni. In tempi moderni, l’imponente forza cinetica di questo spettacolare muro d’acqua cadente venne imbrigliata dalle prime grandi acciaierie e cartiere di Terni per generare forza motrice. Oggi questo ingegno è sfruttato per produrre preziosa e pulita energia idroelettrica, dando vita al celebre sistema di “apertura e chiusura” a orari che incanta costantemente i visitatori.
Come si arriva alla Cascata delle Marmore
Viaggiando in auto:
La Cascata delle Marmore gode di una posizione centralissima ed è raggiungibile in maniera estremamente semplice viaggiando in automobile. Per chi proviene da Roma o da nord percorrendo l’autostrada A1, l’uscita da imboccare è il casello di “Orte”. Usciti dall’autostrada, bisogna immettersi direttamente sul Raccordo Autostradale Terni-Orte in direzione di Terni. Raggiunta la città industriale, è sufficiente seguire le copiose indicazioni turistiche stradali che conducono alla SS 209 “Valnerina”. Dopo soli 7 chilometri dal centro storico, si raggiunge comodamente il grande parcheggio principale che immette alla biglietteria del Belvedere Inferiore.
Viaggiando in treno:
Optare per i trasporti pubblici risulta essere una scelta ecologica e altrettanto valida. Terni funge da snodo ferroviario nevralgico lungo le principali direttrici nazionali provenienti da Roma e da Ancona, offrendo collegamenti regionali e Intercity molto frequenti. Una volta arrivati alla stazione ferroviaria principale di Terni, ci si può recare all’esterno dove stazionano i moderni e puntuali autobus urbani o i servizi navetta dedicati “Marmore Link” (gestiti dall’azienda locale di trasporti Busitalia). Queste navette conducono rapidamente ed economicamente i turisti dall’ingresso della stazione fino al piazzale del Belvedere Inferiore della cascata. In alternativa, è possibile prendere un lento ma pittoresco treno regionale locale lungo la linea Terni-L’Aquila-Sulmona, scendendo direttamente alla romantica fermata di “Marmore”, che si trova a pochi passi dall’ingresso del Belvedere Superiore.